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Paolo Bonelli

paolo bonelliPartendo dall’idea di riscrivere alcune parti della storia (polemica attuale su giornali e tv), lo spettacolo punta a rivisitare le vicende di alcuni personaggi tenuti ai margini della storia stessa, i vari porchi appunto.

Porco diavolo, porca Eva, porco Giuda e porca Vacca, i quali, alternandosi, rievocano le loro vicende, ovviamente dal loro punto di vista. Per cui Eva, una sorta di Marisa Laurito, tutta mosse e lazzi, ci dice che il colpevole di tutto fu quel debosciato del marito, Adamo, che si fece tentare dal serpente, in quanto lui gli si presentò accompagnato da Eva Henger, che notoriamente non mangia solo mele rosse…e il serpente gli promise che, se avesse mangiato la fatidica mela, sarebbe diventato come Vittorio Sgarbi.

Oppure Giuda, che anziché tradire per trenta denari, andò a giocarli in borsa, puntò tutto sui BTD, Buoni del Tesoro dei Discepoli, ci fu un crollo, altro che Venerdì Santo, Venerdì nero, e così perse tutto. E chi fu a far crollare la borsa? Un certo Gesù, il Giucas Casella dell’epoca…

Porco Diavolo ci parla dei suoi gironi infernali, del tutto particolari e adattati ai tempi, il girone 740, retto dai diavoli commercialisti, il girone 90-60-90, o dei lussuriosi, il girone 166, dei lussuriosi non trombanti, il girone 883, dei peccatori dell’udito, etc.

Ci parla altresì delle pene, per uomini politici e di spettacolo, mirabolanti e raccapriccianti (sia le pene che gli uomini stessi).