Presentazione Festival 2007

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Settete!Copertina 2007

Settete! Così come si dice a un bimbo per regalargli un sorriso, così come sette sono stati i Re di Roma, sette i colli romani, sette le meraviglie del mondo, sette i nani di Biancaneve, sette le vite del gatto, sette i giorni per una settimana e sette le camice sudate per arrivare alla settima edizione del Festival Nazionale Adriatica Cabaret. Eggià! Sono passati sette anni e questo appuntamento ormai tradizionale che conclude la nostra estate a suon di risate sembra esserci sempre stato e, diciamolo pure, adesso non ne possiamo fare più a meno. Il delfino è pronto per partire alla grande in questa Kermesse di artisti, quest’ anno ancora più ricca che mai, per spumeggiare nella sua schiuma di umorismo e comicità e per contagiare tutti positivamente. Lasciamo quindi il broncio a casa, sospendiamo le preoccupazioni, inteneriamo gli animi e corriamo a prenotare il nostro posto alle Torri Montanare per rigenerare lo spirito e arricchire il nostro carattere di buon senso e ottimismo così tanto utili nella vita quotidiana e così indispensabili alla pace comune e alla tolleranza civile. In questi anni siamo cresciuti molto, Adriatica Cabaret è una delle scuole della comicità più importanti d’ Italia, passaggio quasi obbligato per che voglia intraprendere questo difficile ma suggestivo e sconfinato mestiere dell’ ironia, per chi vuole misurarsi con se e con gli altri con coraggio e passione. Ed è proprio a loro che voglio rivolgermi con stima e affetto per incoraggiarli e stimolarli a voler crescere e a soffrire per la loro nobile e innata passione. Il cabaret è cultura e nasce dall’ animo, trasmettere agli altri la propria visione del mondo, specie se in chiave comica, è sinonimo di altruismo e buonsenso e non può che essere ricompensato dalla maestosità degli applausi che ogni anno, grazieaddio, siamo abituati a ricevere. Non vi fermate. Alla fine rideranno di noi.

A noi  il  2007compito più arduo,
a  noi  comici,  cabarettisti,  barzellettieri,  umoristi,  pagliacci, giullari, buffoni.
A noi,  uomini con  l’ anima  leggera.
A noi  che  siamo capaci  di  leggere  al  contrario,  vedere  il  riflesso,  ascoltare  il  silenzio.
A  noi,  poveri  senza  noia,  che  partiamo sempre  e  non  arriviamo  mai.
A  noi  che la  gente piace,  a noi  che  la  vita  ci  convince,  a  noi  che il  tempo  scuote meno. A  noi  veri  complici  prescelti  dal  destino dell’ uomo.
Perché  siamo  capaci  di  essere liberi,  di  essere sinceri e  di  essere  forti.
A  noi il  compito più arduo,
far stendere le  labbra di  un  bambino  nel  dolce  suono di  un  sorriso,
deviare una  lacrima  su  un   viso  che  soffre,
rasserenare  un  lamento,
regalare a  tutti  una  parte della  nostra  anima.
A noi il  compito  più arduo,
per  ricordare a  tutti  chi è l’ uomo,
per dire a tutti  com’ è  l’ uomo.
A  noi  comici,  cabarettisti,  barzellettieri,  umoristi,  pagliacci, giullari, buffoni,
il  compito più arduo.

Ridere e  far  ridere  dell’  uomo.

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